PERUGIA Dicembre sarà il mese decisivo non solo per capire come l’Umbria che, oggi torna zona gialla, avrà le basi per guardare alla temuta terza ondata del Covid-19, ma sarà anche il mese chiave per capire quali siano i risultati della sperimentazione della terapia con il plasma iperimmune. Il countdown l’ha indicato l’assessore alla Salute Luca Coletto, rispondendo al question time in consiglio regionale a Valerio Mancini, Daniele Carissimi, Francesca Peppucci ed Eugenio Rondini che, partendo dalla sperimentazione del “San Matteo” di Pavia e l’ospedale “Carlo Poma” di Mantova, hanno chiesto di fare il punto sulla situazione in Umbria. 
L’assessore alla Sanità, Luca Coletto, ha messo infila numeri e prudenza spiegando che «a oggi non esistono valutazioni in termini di efficacia e sicurezza relativa allo studio, in quanto la prima analisi dei dati verrà effettuata entro dicembre». 
L’Umbria partecipa allo studio “Tsunami”. Si tratta di studio clinico in cui viene utilizzato il plasma di donatori guariti da Covid-19 come terapia precoce della polmonite Sars Cov 2. Alla base dell’ipotesi di utilizzo del plasma vi è la premessa che, in attesa del vaccino, si possono utilizzare anticorpi presenti nel plasma di un soggetto guarito dalla malattia. L’obiettivo dello studio consente di valutare l’efficacia e la sicurezza del plasma che, concentrato, viene infuso nei pazienti che hanno sviluppato la polmonite, ma non necessitano ancora della ventilazione invasiva. Lo studio mira a valutare la capacità di tale terapia nel diminuire il ricorso alla ventilazione meccanica, la mortalità e la durata dell’ospedalizzazione. 
«Quindi- ha detto Coletto- non riguarda il trattamento dei pazienti già intubati». Lo studio richiede il coinvolgimento di diversi centri di ricerca presenti in Italia in quanto il criterio di selezione, sia dei donatori del plasma che dei riceventi arruolati affetti da Sar Cov 2 risulta molto complesso. Per raggiungere un campione sufficiente di pazienti trattati, al fine di trarre conclusioni statisticamente valide, sono necessari 474 pazienti e ciascuno con follow up di almeno trenta giorni. 
Il centro promotore dello studio a cui partecipa l’Umbria è l’Azienda ospedaliera universitaria Pisana affiancata dal Policlinico San Matteo di Pavia. Al 2 novembre risultano attivati 29 centri reclutatori in 14 regioni di cui solo 14 hanno arruolato un paziente.
I NUMERI 
A marzo 2020 è iniziato il confronto tra Regione e Azienda ospedaliera di Perugia, a maggio è stato approvato il protocollo “Tsunami” che prevede il coinvolgimento di 4 centri trasfusionali dell’Umbria e relative unità operative Covid 19. Sempre a maggio è stato lanciato l’appello ai donatori di sangue ed emo componenti a offrire la loro disponibilità a donare plasma. Il 18 maggio è iniziato lo screening dei potenziali donatori. Risultano arruolati 234 pazienti di cui 193, 19, 18 e 4 rispettivamente nei Centri toscani, umbri, lombardi e marchigiani. L’Umbria è la seconda per pazienti arruolati. In particolare l’attività dei Centri umbri, vede l’ospedale di Perugia con 41 donatori e 19 pazienti arruolati; a Terni i donatori sono 2 e nessun paziente arruolato; a Città di Castello 7 donatori e nessun paziente; a Foligno i donatori di plasma sono 12 e nessun paziente arruolato».

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