Perugia 86(UNWEB) Perugia. “Erano circa le 19:30 quando, nel momento di entrare in un supermercato in via Ruggero d’Andreotto a Perugia, ha riconosciuto l’uomo che da circa due anni utilizzava le sue generalità provocandogli numerosi disagi. Senza esitare, la vittima ha immediatamente chiamato il Numero Unico di Emergenza Europeo e chiesto aiuto alla Polizia di Stato.


Gli agenti, giunti sul posto, hanno identificato il richiedente – un cittadino straniero, classe 1976 – che sentito dai poliziotti, dopo aver fornito la descrizione dell’uomo, ha spiegato che quest’ultimo, da anni, utilizzava le sue generalità durante i controlli delle Forze dell’Ordine e nella sottoscrizione dei contratti di locazione. Questa situazione gli aveva arrecato alcune problematiche come la ricezione di cartelle di pagamento e sanzioni al Codice della Strada.
Gli operatori si sono quindi messi alla ricerca della persona segnalata che è stata trovata, poco dopo, in via San Galigano.

Fermato dagli agenti, il cittadino straniero – classe 1969 – alla richiesta di fornire le proprie generalità, si è presentato con i dati anagrafici della vittima. È stato a quel punto accompagnato in Questura per una compiuta identificazione e gli accertamenti del caso. Giunti presso gli uffici di polizia, il 53enne, ha dichiarato agli agenti le sue generalità.

Dagli accertamenti, è emerso che era gravato da numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, contro la fede pubblica e per resistenza a Pubblico Ufficiale.
Terminate le attività di rito, l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di falsa attestazione a Pubblico Ufficiale sulla identità e deferito in stato di libertà per i reati di sostituzione di persona e calunnia.

L’indagato, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato trattenuto presso le celle di sicurezza della Questura fino all’udienza che si è tenuta mercoledì mattina che ha convalidato l’arresto.

Nei confronti dell’uomo è stato, inoltre, emesso un ordine di lasciare il territorio nazionale entro il termine di sette giorni.” 

Così’, in una nota, la Questura di Perugia. 

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