Ieri abbiamo pubblicato le dichiarazioni dell’on. Riccardo Augusto Marchetti (Lega) in merito al violento omicidio commesso a Civitanova Marche. Ora il deputato con un lungo post precisa quanto successo e il motivo delle dichiarazioni. Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti:
La violenza fa schifo.
Venerdì a Civitanova Marche un uomo è stato ucciso. È accaduto in pieno giorno e nel centro di una località turistica a fine luglio. Un uomo è stato assassinato al cospetto di persone che hanno scelto di non intervenire, una decisione sicuramente dettata dalla paura. Persone che avrebbero quantomeno potuto però evitare di riprendere la violenza atroce che si è consumata sotto ai loro occhi. Nel tardo pomeriggio di venerdì ho ricevuto quel video, immagini che ho fatto fatica persino a guardare, perché sono una ferita all’umanità, il fallimento della civiltà.
Ma facciamo un passo indietro.
Prima che venissero diffusi filmati, una testata giornalistica autorevole, di rilievo nazionale, Il Resto del Carlino, aveva diffuso la notizia di una lite tra stranieri finita in tragedia. La mia prima nota stampa quindi era di commento a una notizia inesatta che credevo, come altri, verificata.
Il giornale non ha rettificato quanto riportato nella prima versione, ma si è limitato a modificare il testo dell’articolo dapprima pubblicato e, non appena mi sono accorto, ho provveduto immediatamente a diffondere una errata corrige alla stampa del comunicato poco prima divulgato.
È urgente attuare politiche più serie in tema di immigrazione? Sì. E ne sono fermamente convinto, ma non ho mai pensato che se un uomo di nazionalità straniera viene ucciso in Italia per mano di un italiano, la soluzione per evitare questa tragedia sarebbe stata non accoglierlo nel nostro Paese.
Ritengo che ci sia bisogno di maggiore sicurezza nelle nostre città? Decisamente sì. Non penso però che la finalità debba essere quella di salvaguardare l’immagine del nostro Paese, ma quella di consentire a chi ci abita di poter vivere sentendosi al sicuro. E non importa il colore della pelle: tutti meritano di poter vivere in Italia senza la paura di doversi difendere dalla follia di qualche assassino.
Da mesi, anni, una certa parte politica afferma che l’Italia deve difendersi dal pericolo dell’avanzata fascista? È evidente che continuamente c’è chi tenta di infondere paura agitando lo spettro del ritorno di una dittatura, ma penso sia una battaglia inutile perché contro un nemico inesistente. L’unica battaglia che dovremmo combattere all’unisono è quella per tutelare l’Italia, per garantire più sicurezza in ogni angolo nel nostro meraviglioso Paese, che non può diventare palcoscenico di violenza efferata.
Alika Ogorchukwu era venuto qui convinto che l’Italia potesse essere l’occasione di futuro sua e della sua famiglia, ma qui, nel posto che rappresentava per lui una speranza, ha trovato la morte per mano di un assassino che auspico possa ricevere una pena esemplare e scontarla fino all’ultimo giorno.
Non vi nego il profondo dispiacere per aver letto tante cattiverie, accuse infondate e bugiarde sul mio conto, perché al di là delle idee politiche di ciascuno, davanti a episodi del genere non possiamo che essere tutti concordi nell’esprimere ferma condanna nei confronti di chi è capace di massacrare un essere umano e piena solidarietà alla vittima.
Ci tengo a ringraziare chi conoscendomi non ha avuto dubbi sulla mia buona fede e mi ha manifestato da subito sostegno, chi ha saputo ricredersi dopo aver capito come sono andate le cose, e grazie anche David Puente, Vice Direttore di Open con delega al Fact-Checking, che con professionalità ha ricostruito la dinamica delle pubblicazioni degli articoli dei giorni scorsi (https://bit.ly/3OGGDZj) dimostrando la veridicità della mia versione dei fatti.
La violenza fa schifo, chi uccide è un assassino e deve pagare, il fatto di essere italiano non è di certo un’attenuante, mai.
L’unica vittima di tutto questo è Alika Ogorchukwu. A lui un pensiero di cuore e alla sua famiglia la vicinanza mia e di tutta la Lega Marche.

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