Un’insegnante della scuola primaria di San Vero Milis, in provincia di Oristano, è stata sospesa per 20 giorni dopo aver recitato alcune preghiere con gli alunni e aver fatto realizzare loro un rosario. La sospensione è scattata a fine marzo, ma la vicenda si è verificata nello scorso mese di dicembre.

Sarà il tribunale di Oristano a doversi esprimere sulla vicenda di Marisa Francescangeli, l’insegnante della scuola primaria di San Vero Milis sospesa per 20 giorni e con stipendio ridotto per aver recitato due preghiere con i bambini e aver fatto realizzare loro un bracciale-rosario.

Il ricorso dei legali della maestra

I legali di Marisa Francescangeli, gli avvocati Elisabetta Mameli e Domenico Naso, che assistono la docente per conto della Federazione Uil Scuola Rua regionale e nazionale, stanno predisponendo il ricorso. “Compatibilmente con le festività pasquali, sarà depositato la prossima settimana”, annuncia l’avvocata Mameli.

“Riteniamo il procedimento disciplinare avviato dall’Usp di Oristano, in base alla descrizione dei fatti, non congruo. E per queste contestiamo l’azione disciplinare, che è molto articolata, ma racchiude i fatti limitatamente alle preghiere e al rosario. Non ci risultano altre contestazioni“, tiene a precisare ancora l’avvocato Mameli, “oltre a quelle uscite sulla stampa”. Secondo quanto riferito dalla legale, inoltre, l’insegnante di San Vero Milis non ha mai avuto prima d’ora nessun tipo di problema durante la sua carriera.

La vicenda dall’inizio

L’episodio al centro del provvedimento a carico della docente si è verificato nello scorso mese di dicembre. Secondo quanto si è appreso, la docente si trovava in una classe del plesso di San Vero Milis per sostituire un collega assente e, vista la vicinanza del periodo natalizio, ha fatto realizzare ai bimbi un rosario a braccialetto e poco prima dell’uscita da scuola ha recitato insieme agli alunni due preghiere: il Padre nostro e l’Ave Maria.

L’insegnante ha riferito, però, che due mamme si sono lamentate dell’accaduto con il dirigente scolastico Alessandro Cortese. Il dirigente, quindi, l’ha convocata a un incontro alla presenza dei genitori. La docente sostiene di essersi scusata, pensando che sarebbe finita lì. Invece lo scorso 2 marzo è arrivata la notifica di sospensione fino al prossimo 16 aprile e la decurtazione dello stipendio.

I commenti della politica

“Non si può sospendere una maestra per aver recitato il Padre Nostro in classe, il giorno prima delle vacanze natalizie! Qui si è andati ben oltre la lesione della dignità e dei diritti di un lavoratore. Se fosse tutto vero saremmo dinanzi ad una vera e propria follia”. Questo quanto affermato in una nota dai parlamentari della Lega Giorgia Latini e Rossano Sasso, vicepresidente e capogruppo in Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera. Anche il leader leghista Matteo Salvini è intervenuto sulla vicenda, con un post su Twitter in cui augura una “Buona Santa Pasqua” alla maestra.

Il presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati Ugo Cappellacci e il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Mura hanno inoltre chiamato in causa il ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, invitato a occuparsi del caso.

Fonte Agi

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