I sindacati chiedono all’amministratore delegato Massimiliano Burelli di firmare un accordo per garantire i livelli occupazionali senza distinzioni di contratto e gli assetti industriali sia rispetto all’impiantistica che all’unitarietà del sito, oltre agli investimenti di sviluppo e mantenimento industriale di natura ambientale, di salute e sicurezza. Ma il numero uno dell’Acciaieria di Terni non sottoscrive e ribadisce che la vendita del sito siderurgico non arriverà prima della fine dell’anno fiscale, anche se ad Essen, quartier generale di ThyssenKrupp, sono già arrivate quattro manifestazioni di interesse e almeno altre due sono in arrivo.

Vendita di Ast, resta lo stato di agitazione Resta lo stato di agitazione in Ast tra al termine del tavolo tra Burelli e le organizzazioni sindacali, secondo cui «un simile atteggiamento si va verso un indebolimento delle Acciaierie Ternane “complice anche la pandemia”, in quanto non si trovano modalità opportune per creare stabilità al sito e quindi al territorio», come si legge in una nota Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb. Per i rappresentanti dei lavoratori è «indispensabile una rimozione delle rigidità aziendale giudicate inutili in questo momento così come riteniamo immotivate le posizioni sulla cassa integrazione che penalizza solo i lavoratori. Dal canto nostro abbiamo manifestato la volontà di giungere ad un accordo da definire al tavolo con le Rsu per avere una gestione condivisa degli ammortizzatori sociali e non una semplice comunicazione aziendale». Nella note diffusa a margine del tavolo i segretari delle sei sigle dei metalmeccanici ritengono «assordanti i silenzi del governo regionale che a distanza di un mese ancora non convoca un confronto con le organizzazioni sindacali», mentre «preoccupante» viene definito anche «l’atteggiamento del governo nazionale che riporta solo le posizioni aziendali e non percepisce il vero pericolo che vede la stessa Thyssenkrupp portatrice di interessi contrapposti, ovvero venditrice e possibile concorrente all’interno dello stesso gruppo dal punto di vista commerciale».



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