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Nell’idilliaco paesaggio collinare del Centro Italia una sorpresa architettonica da non perdere

Montegabbione sorse intorno all’XI secolo e appartenne alle potenti famiglie dei Montemarte, Filippeschi e Monaldeschi. Successivamente entrò a far parte dello Stato della Chiesa di cui seguì le vicende fino all’Unità d’Italia.

Borgo medievale – Il borgo mantiene gran parte dell’assetto urbanistico originario con le imponenti mura di cinta medievali, il Castello, primo nucleo di Montegabbione (intorno all’anno 1000), la Torre all’ingresso del paese (XV secolo), di chiara impostazione architettonica militare, e la caratteristica struttura viaria a maglia ortogonale. Dalla piazza, situata al centro del paese, spiccano le torri d’avvistamento poste a protezione del centro abitato.

I dintorni – Poco fuori le mura sorge la chiesa della Madonna delle Grazie, eretta nel 1625, con all’interno un bell’affresco raffigurante la Madonna del Latte del XVI secolo. Nei dintorni da non perdere i ruderi dell’Abbazia di Acqua Alta, il Castello di Casteldifiori, e in località Montegiove il Castello e il suggestivo Convento francescano della Scarzuola, fondato da San Francesco d’Assisi nel 1218.

La città ideale – Ma una delle attrattive più originali è certamente la “città ideale”  che sorge proprio nell’area dell’ex convento: fu progettata dall’architetto milanese Tomaso Buzzi negli anni ’50 e consiste in un insieme di costruzioni che evocano stili architettonici diversi, da quello greco classico a quello rinascimentale o settecentesco. Una costruzione di straordinario impatto visivo concepita come “macchina teatrale” e composta da ben sette diverse scenografie urbanistiche.




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