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Il distretto Maglieria e abbigliamento di Perugia è tra quelli italiani che hanno registrato nel terzo trimestre 2020 la crescita maggiore in valore dell’export. È quanto emerge dal Monitor dei Distretti dell’Umbria, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Tra i circa 160 distretti italiani della Maglieria monitorati, quello umbro mostra infatti un +12,1%. Un dato che risulta ancora più rilevante visto che il sistema moda ha sofferto maggiormente gli effetti della Pandemia e le misure di contenimento che hanno imposto la chiusura delle realtà produttive nei mesi primaverili per le restrizioni ancora presenti nella componente a valle della distribuzione, per i minori flussi turistici e per la…

Il distretto Maglieria e abbigliamento di Perugia è tra quelli italiani che hanno registrato nel terzo trimestre 2020 la crescita maggiore in valore dell’export. È quanto emerge dal Monitor dei Distretti dell’Umbria, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Tra i circa 160 distretti italiani della Maglieria monitorati, quello umbro mostra infatti un +12,1%. Un dato che risulta ancora più rilevante visto che il sistema moda ha sofferto maggiormente gli effetti della Pandemia e le misure di contenimento che hanno imposto la chiusura delle realtà produttive nei mesi primaverili per le restrizioni ancora presenti nella componente a valle della distribuzione, per i minori flussi turistici e per la riduzione della propensione al consumo.

E comunque, più in generale nel terzo trimestre 2020, spiega il report “le esportazioni distrettuali umbre sono tornate in ambito positivo con una crescita dell’8,3% e un valore di vendite all’estero nei primi nove mesi di 537 milioni di euro (-6,4% la variazione tendenziale)”. Ma i comparti più resilienti sono stati senza dubbio sia quello della maglieria (+13,2%) che dell’abbigliamento (+10,0%). “Nei primi nove mesi, complessivamente – specifica il report –, il distretto Maglieria riesce a limitare il calo delle esportazioni al -7,9%. La buona reazione nel trimestre estivo è diffusa ai principali mercati di destinazione e in particolare verso Usa (+8,8%), Federazione Russa (+25,9%) e Cina (+72,9%), a dimostrazione della capacità di cogliere la ripresa dei consumi in particolare nel mercato asiatico”.

Uno sguardo agli altri distretti rileva una tenuta nelle esportazioni anche per l’Olio umbro, che ha confermato nel periodo analizzato lo stesso valore dei mesi gennaio-settembre 2019: trainante la crescita delle esportazioni verso la Francia, mercato dove è stato più che raddoppiato il valore di export (+128%), divenuto il primo mercato di sbocco. Bene anche le vendite verso Federazione Russa (+45,7%) e Svizzera (+34,8%), mentre frenano le esportazioni negli Stati Uniti (-49,7%).

Segna un rimbalzo importante anche il distretto del Mobile dell’Alta Valle del Tevere che, pur attestandosi ancora in perdita, contiene il calo al -2,1% dopo il crollo del -28,9% nel secondo trimestre. Tra i mercati di destinazione sostengono le esportazioni del distretto le vendite verso la Germania (+13,2%) e la Svizzera (+18,6%), mentre continuano a diminuire le esportazioni verso Francia (-18,7%) e Regno Unito (-16,6%). I risultati emersi nei mesi estivi testimoniano la buona capacità di reazione del tessuto produttivo distrettuale umbro; le stime sul 2020 restano comunque incerte.

Le previsioni dicono che nel corso del 2021 l’export distrettuale potrà tornare a competere e riprendersi soprattutto nella seconda parte dell’anno. “L’Umbria esprime dei fondamentali solidi, che sono la forza dei nostri distretti industriali. Sono convinto che la situazione economica potrà recuperare appena si normalizzerà quella sanitaria, grazie al vaccino”, così Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. “Nella prima fase del lockdown – continua – abbiamo assicurato alle Pmi la necessaria liquidità per resistere, concedendo 7.800 moratorie alle imprese umbre, per un debito residuo pari a 1,2 miliardi di euro, oltre a più di 5.900 finanziamenti per l’emergenza Covid, pari a oltre 500 milioni di euro. In questa seconda fase le aziende si concentrano sulle azioni utili al rilancio: innovazione, internazionalizzazione, rafforzamento del digitale, svolta green. Noi siamo pronti a fornire il massimo sostegno, non solo finanziario”.

D.Mil. e S.Ang.

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