PERUGIA Demoskopika è un istituto che opera dal 2001 nel campo della ricerca economica e sociale, delle indagini di mercato e dei sondaggi di opinione per conto di enti pubblici, imprese, organizzazioni private, associazioni di categoria.

L’indagine che è stata resa nota in queste ore riguarda l‘efficacia sanitaria per l’anno 2020 (IPS-Indice di performance sanitaria). Ne deriva una classifica generale che mette l’Umbria al quarto posto in Italia, e poi quelle relative alle otto voci che compongono la ricerca nel suo complesso.

Il quadro nazionale però dice che oltre 1,6 milioni di famiglie hanno rinunciato a curarsi per motivi economici. Sono stati ben 314 mila, in un solo anno, i “viaggi della speranzadal Sud verso il Nord che hanno generato bilanci in rosso per oltre 1,2 miliardi di euro. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio ha sintetizzato i dati invitando Regioni e Governo ad approfittare delle “ingenti risorse finanziarie del dispositivo Next Generation EU della maggiore flessibilità della programmazione 2021-2027 per ridurre il disequilibrio dell’offerta sanitaria italiana”

Tornando all’Indice di performance sanitaria che pone l’Umbria al quarto posto, al primo c’è l’Emilia Romagna con un punteggio pari a 107,7; segue il Trentino-Alto Adige 107,6 punti, terzo il Veneto 105,6 punti che mantiene la stessa posizione del 2019 nel medagliere dei sistemi più performanti del Paese. Seguono, come detto, l’Umbria con 105,5 punti, Lombardia 104,9 punti e Marche 104,8 punti. Campania, Calabria e Sicilia sono in coda tra le realtà “più malate”.

Otto gli indicatori

L’indagine, come anticipavamo, vede confluire la media di otto indicatori. Eccoli: soddisfazione sui servizi sanitari; mobilità attiva; mobilità passiva; risultato d’esercizio; disagio economico delle famiglie; spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita.

Da evidenziare che riguardo la prima voce, soddisfazione sui servizi sanitari, il campione ha preso in esame i cittadini che hanno dichiarato almeno un ricovero nei tre mesi precedenti l’intervista e qui l’Umbria è terza mentre i più “appagati” vivono in Trentino-Alto Adige e a seguire il Veneto.

Altra voce da primato per l’Umbria è la speranza di vita, data dal numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere al momento della sua nascita: più alta è la speranza di vita in una regione, maggiore è il contributo al miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini prodotto anche dall’erogazione dei servizi sanitari in quel determinato territorio. Sul gradino più alto del podio ci sono ex aequo proprio l’Umbria e il Trentino-Alto Adige con una speranza di vita media più elevata rispetto al resto d’Italia pari a 84,1 anni con un punteggio di 113,6 punti. Seguono Marche (112,1punti), Veneto (110,6punti), Lombardia e Toscana (107,5 punti), Emilia-Romagna (105,9 punti) e Friuli- Venezia Giulia (104,4 punti). In fondo alla classifica Campania (76,7 punti) che con una speranza di vita pari a 81,7 anni produce la performance peggiore. Seguono Sicilia (82,1 punti), Calabria e Basilicata (82,5 punti).

Buona anche la quarta posizione dell’Umbria con 106,4 punti, sulla mobilità attiva, ovvero la percentuale dei ricoveri di pazienti residenti in altre regioni che vengono da noi. In testa c’è il Molise con 132,1 punti per una percentuale del 30,8% di ricoveri esterni. A seguirela Basilicata (111,6 punti) e poi l’Emilia-Romagna (106,8 punti).

Per tutti gli altri fattori, la posizione dell’Umbra e mediana.

 



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