Una vasta platea, tra soggetti politici ed associazioni, hanno aderito al comitato per il “NO” al referendum sul taglio dei parlamentari. Ne fanno infatti parte ARCI, Terni Valley, Sinistra italiana, Articolo 1, Giovani Democratici di Terni, Potere al popolo, Sinistra Dem Campoaperto, Rifondazione Comunista, 6000 Sardine Umbria, Cittadini liberi di Terni, Partito socialista, Europa Verde. Inoltre anche l’ANPI collabora autonomamente alla campagna per il NO. I promotori annunciano la manifestazione che si svolgerà il prossimo mercoledì 16 settembre a Piazza Solferino. Un incontro, inizio ore 17,30, al quale parteciperanno il sindaco di Narni Francesco De Rebotti insieme ad Alfonso Gianni del Comitato nazionale.

I motivi per votare “No al referendum”

Secondo il comitato la regione dell’Umbria, assieme alla Basilicata: “Sarà pesantemente penalizzata dal taglio di seggi senatoriali, pari al 57% contro il 36,50 medio, eleggendo tre senatori ciascuna. Se si aggiungono altre due regioni che ne eleggono quattro ciascuna e tre regioni che ne eleggono cinque ciascuna, vuol dire che l’elettorato di mezza Italia sarà rappresentato esclusivamente dalle due o tre forze più grandi”.


Il tuo browser non può riprodurre il video.


Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Disattiva audioDisattiva audioDisattiva audioAttiva audio



Spot

Attiva schermo interoDisattiva schermo intero

Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.

Attendi solo un istante...

Forse potrebbe interessarti...


Devi attivare javascript per riprodurre il video.


I promotori sottolineano come il Parlamento, per avere la sua credibilità: “Deve assicurare la rappresentanza di tutti i territori e le pluralità politiche del paese. Il fronte del SI afferma che i parlamentari sono troppi non perché ne bastano meno per rappresentare i cittadini, ma perché i parlamentari guadagnano troppo e lavorano poco. Ma a questo scopo sarebbe bastato ridurre gli stipendi e ridare ai cittadini quel diritto di preferenza oggi sequestrato dai vertici di partito. In realtà – concludono – l’obiettivo è quello di mettere in discussione il ruolo democratico del Parlamento per accentrare ancora di più il potere decisionale”.



Fonte articolo Terni Today

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *