(Acs) Perugia, 13 novembre 2020 – “Egregia presidente Tesei, come ben saprà il sistema di tracciamento dei contagi si sta rivelando uno degli elementi cardine su cui basare un’efficace strategia di contenimento della crisi pandemica. Proprio su questo versante stanno emergendo evidenti criticità su tutto il territorio regionale, pertanto ci permettiamo di fargliele presenti, anche in vista del Tavolo di confronto convocato il prossimo martedì 17 novembre, cosicché possa avere il tempo di valutarle adeguatamente, facendo i dovuti riscontri, oltre che offrendole il modo di approfondire la validità delle proposte che abbiamo elaborato in merito”: lo scrivono i consiglieri del Partito democratico Fabio Paparelli e Simona Meloni in una lettera che ha come destinataria la presidente della Giunta regionale.

“Sulla base dei nostri riscontri – spiegano Paparelli e Meloni – ci appare del tutto evidente che l’ordinanza del 9 novembre, con cui lei ha stabilito che fossero i Dipartimenti di Igiene e Prevenzione delle Asl a provvedere alle prescrizioni della permanenza domiciliare ai positivi al Covid, così come alle successive liberatorie di fine quarantena, non sta avendo l’effetto sperato. Ci risulta infatti che stanno emergendo molti problemi, dovuti in particolare alla mancanza di personale e alla enorme mole di lavoro che gli stessi Dipartimenti si sono trovati a gestire, con la conseguenza che il sistema non è più nelle condizioni di assicurare in tempi rapidi i tracciamenti necessari, e con esso le relative ordinanze e liberatorie. I cittadini rimangono per troppi giorni in attesa di un primo contatto della Asl che dovrebbe essere effettuato con tempestività, così come previsto dalle linee guida nazionali. Pertanto appare chiaro che la sua ordinanza ha avuto l’effetto opposto di quello atteso, finendo per rallentare i tracciamenti e alimentando ulteriore spaesamento e preoccupazione nei cittadini risultati positivi al Covid. In mancanza di comunicazioni puntuali e tempestive perfino la raccolta e la gestione dei rifiuti si sta rivelando assai problematica, con rischi di contaminazione e problemi per la salute”.

“Ci permettiamo dunque – proseguono i consiglieri – di rappresentarle che, fino a quando sono stati i sindaci a disporre le ordinanze contumaciali e le liberatorie di fine quarantena, stabilite a seguito dei tamponi negativi di riscontro, il sistema ha avuto, pur nelle difficoltà, una linearità di azione e un’effettiva efficacia. La invitiamo quindi a fare approfondimenti nel merito e a valutare quanto già proposto da alcuni amministrazioni locali del Trasimeno, in cui si intende valorizzare la collaborazione tra Comuni e Distretti sanitari, al fine di sostenere il processo di tracciamento nella gestione dell’emergenza sanitaria. Mettere nelle condizioni un sindaco di procedere, a seguito delle comunicazioni dei competenti uffici sanitari, con ordinanze contenenti le procedure che il cittadino dovrà seguire nella vita quotidiana spiegando quale sarà il percorso sanitario che lo aspetta, dalla sua presa in carico e fino all’effettiva guarigione, siamo certi che potrà essere di grande aiuto agli stessi cittadini e alla strategia complessiva di tracciamento. Sarebbe altrettanto auspicabile – concludono – promuovere in ogni comune dell’Umbria l’utilizzo di un numero telefonico a disposizione dei cittadini che possa snellire il traffico in ingresso verso gli operatori delle Asl, utile a fornire informazioni di buona prassi, assistenza o notizie di livello non diagnostico. Pertanto, tenuto conto che i sindaci, per primi, rappresentano un’autorità territoriale nell’ambito della gestione delle procedure emergenziali in tema di protezione civile, compresa la materia sanitaria, auspichiamo che tornino il prima possibile ad esercitare pienamente il proprio ruolo, dando un contributo di vicinanza fondamentale ai propri cittadini e di supporto alle attività di tracciamento”. RED/pg

 



Redazione Acs – Agenzia di informazione a cura dell’Ufficio stampa del Consiglio regionale dell’Umbria.

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