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Bussa alla Giunta regionale l’assessore Pd Michele Bettarelli per chiarire la questione relativa all’ «assegnazione diretta per la gestione dei servizi merchandising di Umbria jazz». Vuole sapere quali risultati sarebbero stati raggiunti e se il criterio della «rotazione commerciale», vale per questo fornitore o anche per altri. La ricostruzione: «In occasione dell’edizione 2021 – ricorda Bettarelli – è stato bandito un avviso pubblico a cui, però, nessuna azienda si è sentita di partecipare. A fronte di ciò – prosegue – il nuovo cda della Fondazione, invece che rivedere le condizioni di accesso, affinché fossero in grado di assicurare qualità e quell’innovazione, ha colto la palla al balzo per procedere con un affidamento diretto e l’individuazione di una società di Napoli, facendo genericamente appello ad un principio di rotazione delle imprese fornitrici». La domanda è «se il nuovo consiglio di amministrazione di Umbria Jazz abbia o meno applicato lo stesso principio di rotazione anche a tutti gli altri fornitori, consulenti e collaboratori della manifestazione, di cui, ricordiamo, la Regione detiene il marchio e ne sostiene finanziariamente le attività». Bettarelli definisce infine «singolare che, dopo una campagna elettorale tutta all’insegna di slogan come quello “dell’Umbria agli umbri”, in un momento così critico per l’economia regionale questa amministrazione abbia sentito il bisogno di rivolgersi ad imprese di fuori regione, quando nello stesso settore esistono imprese del territorio che hanno dimostrato nel tempo di essere all’altezza di manifestazioni così importanti».

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