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Lavori al Teatro del Pavone… avanti tutta. Siamo allo strappo finale di un intervento protrattosi a lungo, dato il notevole livello di degrado che affliggeva il teatro settecentesco, fondato dai nobili perugini.

2 Lo storico orologio del Pavone-2Non un restyling, ma un intervento strutturale di messa in sicurezza e di adeguamento agli standard qualitativi oggi indispensabili. Le magagne erano numerose e di imponente gravità.

Prima di tutto il tetto, rifatto in due step, dopo un intervento provvisionale di estrema urgenza, causa crollo parziale (di cui si accorse, mi piace ricordarlo, il personale dello studio legale Gatti con vista su quella copertura).

Le infiltrazioni d’acqua hanno prodotto danni strutturali, con riflessi importanti anche sulle decorazioni. Basti citare il plafone che abbisogna di un restauro significativo. Sarà per questo necessario montare un palco di notevoli dimensioni, per far operare in tranquillità gli addetti di una ditta di forte accreditamento nazionale. Si parla di una superficie di circa 100 mq e dunque considerevole, tale da richiedere professionalità e unità operative numerose.

Nel corso di questo intervento definitivo, tutto sarà al top. In modo da consegnare il teatro completato entro la fine di aprile. Con la speranza che – passata la tempesta coronavirus – vi si possano tenere eventi di rango, come la stessa kermesse internazionale del jazz, il Festival del Giornalismo, spettacoli e concerti.

Al momento si sta guastando la pavimentazione della platea. Un lavoro che vede in azione un potente scavatore. Il rifacimento sarà effettuato in modo tale da isolare perfettamente dalla risalita dell’umidità, problema che angustia le costruzioni storiche da sempre.

Quindi il rifacimento integrale dei bagni dal primo ordine fino al loggione. Quelli della platea erano stati rifatti insieme ai camerini. Ora c’è da porre mano a quelli in alto che, specie per il loggione, avevano un aspetto intollerabile, con turche e pavimentazione senza piastrelle.01Cantiere in azione al Teatro del Pavone-2

Una nota speciale sullo storico orologio. Abbiamo svolto una ricerca da cui emergono le conclusioni che l’Inviato Cittadino ha piacere di riferire ai suoi lettori.

Fu l’avvocato Nives Tei a volere la rimessa in funzione dei due orologi: il primo alla biglietteria, il secondo sopra il palcoscenico. Quei due oggetti non funzionanti davano l’idea di trascuratezza e bene fece la Tei a provvedere.

A prendersi cura dei due storici orologi il “principe del tempo” Palmiro Pazzaglia, con laboratorio e collaboratori (in foto) in piazza Ansidei (suo anche l’intervento sull’orologio della Perugina, ancora da ricollocare).

Pazzaglia racconta: “Il lavoro sull’orologio alla biglietteria fu relativamente semplice.

Complicatissimo e con sorpresa quello al plafone. “Difatti ci accorgemmo che era stato asportato il movimento, ossia il meccanismo che presiede al funzionamento”.

Che fare? “Poco male per una delle sfere (lancette, ndr) mancanti: mi attivai presso un collega che me ne trovò una d’epoca”.

E per il meccanismo asportato? “Decidemmo di inserire un movimento radiocontrollato, ossia di quelli che non hanno bisogno di essere rimessi perché ricevono un segnale radio dal satellite”.

Una scelta di modernità che non impattava con l’antichità, essendo non visibile e garantendo una perfetta segnalazione dell’orario.

Credi che, dopo tanti anni di fermo, sia ancora funzionante? “Dipende. Se fosse stato alimentato, non ci sarebbero problemi. Essendo però stato spento per oltre quindici anni, potrebbe avere bisogno di un intervento”.


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In ogni caso, c’è da stare tranquilli. Palmiro Pazzaglia non abbandonerà quella “creatura” della quale gli era stato chiesto di occuparsi. E lo storico orologio tornerà a segnare l’ora esatta.

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Fonte articolo Perugia Today

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