Il Consiglio ha approvato con 18 voti a favore (maggioranza) e 10 contrari (opposizione) la delibera sull’Imposta Municipale Unica (IMU) –aliquote e detrazioni anno 2022.

Con questa delibera -ha spiegato l’assessore al bilancio Cristina Bertinelli – l’Amministrazione propone di confermare, per l’anno 2022, le aliquote e le detrazioni dell’Imposta Municipale Propria (IMU), stabilite per l’anno di imposta 2021, fatta salva l’esenzione introdotta dall’art. 1, comma 751, della legge 27/12/2019, n. 160. In sostanza il comma 751 stabilisce che i fabbricati costruiti e destinati alla vendita dalla impresa costruttrice sono esenti dall’IMU a decorrere dall’anno 2022 a condizione che non siano locati. La delibera, in ogni caso, recepisce tutte le novità introdotte recentemente dalle normative nazionali.

Tra esse l’art. 1, comma 48, della Legge 30/12/2020, n. 178, il quale ha previsto, dal 2021, la riduzione del 50% del tributo per le unità immobiliari ad uso abitativo non locate o date in comodato possedute, a titolo di proprietà o usufrutto, da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia e l’art. 1, comma 743, della Legge 30/12/2021, n. 234, che ha elevato predetta riduzione, per il solo anno 2022, al 62,5%.

Queste le aliquote

Fattispecie imponibile                  Aliquota                                           detrazione

1)Abitazione principale                  Esente                                                ===

2)Abitazioni assimilate, per legge o per regolamento comunale, all’abitazione principale

Esente                                                ===

3) Abitazione principale se costituita da un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 e relative pertinenze (nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo)                                    0,6%                                                  € 200,00

4) Fabbricati rurali strumentali     0,1%                                                  0

5) Fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice                                                                                            Esenti                                                0

6) Immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D                                                                                                     1,06%                                                0

7) Immobili diversi dall’abitazione principale e dai precedenti                                                                                                         1,06%                                                0

8) Aree Fabbricabili                        1,06%                                                0

9) Terreni agricoli                           Esenti                                                0

La consigliera del PD Erika Borghesi ha sostenuto che il Comune di Perugia non fa altro che riproporre annualmente la stessa delibera con aliquote identiche pari al massimo consentito dalla normativa. Ciò rende Perugia una delle città italiane con la tassazione più alta.

Borghesi ha poi riferito che esiste da tempo una circolare ministeriale che specifica come le aliquote imu possano essere differenziate dai Comuni anche all’interno della stessa fattispecie o categoria catastale. Ciò ben si adatterebbe alla categoria D dove sono ricomprese diverse tipologie di attività, diversificabili tra loro.

Borghesi in conclusione ha detto di non comprendere le ragioni per le quali il Comune di Perugia abbia inteso non recepire l’opportunità offerta dalla circolare, come invece fatto da altre città (es. Firenze). Da qui il voto contrario sulla delibera.

La capogruppo del M5S Francesca Tizi ha rimarcato che il 2022, ed ancor prima il 2020 e 2021, sono stati anni particolari, visto che la normalità è stata travolta dalla pandemia, dalla crisi economica ed ora dalla crescita incontrollata dei prezzi dell’energia causa guerra.

Ciò sta costringendo molte aziende a chiudere per l’impossibilità di far fronte a tali costi.

Di tutto questo – secondo Tizi – nella delibera non si tiene minimamente conto, visto che non si prendono in considerazione le forti difficoltà che gravano sulla società e sulle imprese, né si va incontro in alcun modo ai cittadini. Il Comune, al contrario, dovrebbe evitare di gravare ulteriormente sulle tasche della gente.

Tizi ha spiegato che, in tempi come quelli attuali, occorre rivedere il ruolo del Comune di Perugia, visto che l’Ente, come tutti gli altri Comuni italiani, ha ottenuto importanti contributi dal Governo. Parte di questi fondi, pertanto, potrebbero essere destinati al sostegno di cittadini ed imprese. Anche per Tizi quindi il giudizio sulla delibera è negativo.

La consigliera di Progetto Perugia Cristiana Casaioli ha condiviso la valutazione secondo cui l’imu è un’imposta statale che colpisce i proprietari immobiliari con aliquote che, anche a Perugia, sono al massimo ormai dal 2008, ossia quando al governo della città vi era il centro-sinistra. Casaioli ha chiesto quindi ai colleghi di opposizione di sapere le ragioni per cui in quegli anni le aliquote non siano state ridotte.

Per la consigliera ciò di cui occorre preoccuparsi, invece, è la forte incidenza che ha, nell’ambito dell’aliquota che riguarda la categoria D (immobili ad uso produttivo), la parte di spettanza dello Stato, pari a ben lo 0,76% sull’1,06% complessivo. Vi è da chiedersi perché i Governi nazionali non abbiano inteso negli anni ridurre questa imposizione.

Casaioli ha detto di auspicare una riduzione complessiva dell’imu, purché ciò parta dalla quota statale, non potendosi chiedere sacrifici ai soli Comuni, già provati dalla crisi perdurante.

Replicando agli interventi l’assessore Cristina Bertinelli ha confermato che le tariffe imu sono ai massimi livelli ormai da molti anni, ben più di 10, a causa delle note difficoltà che le amministrazioni comunali perugine che si sono susseguite hanno incontrato in termini di bilancio. Tra di esse, per l’oggi, si segnalano l’obbligo di procedere alla copertura del disavanzo risalente al rendiconto 2014 o del fal (fondo di anticipazione di liquidità) contratto nel 2013 che incidono per oltre 1,4 milioni l’anno, sottraendo risorse utili per coprire le spese correnti.

L’assessore ha poi ricordato che nel 2022 in realtà il Governo nazionale non ha riservato contributi in favore dei Comuni per l’emergenza covid: per tali ragioni la situazione dei Comuni in termini di risorse è tornata all’ante 2020.

Va poi ricordato, per ciò che concerne gli immobili ad uso produttivo, che una buona parte, pari allo 0,76%, dell’aliquota complessiva (che è dell’1,06%) viene incamerata direttamente dallo Stato per una somma complessiva di circa 9 milioni.

Bertinelli ha spiegato, inoltre, che il Comune di Perugia attualmente è costretto a far fronte ad una forte rigidità in termini di spese a causa di alcune voci che incidono profondamente sul bilancio come quelle per i trasporti (circa 13 milioni pari al 7% del bilancio corrente).

Per tutte queste ragioni, pur auspicando l’Amministrazione una riduzione delle imposte, all’oggi tale strategia appare impraticabile vista la necessità di far quadrare i conti.

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