Da Parigi a Terni, da una città dell’amore all’altra: anche Andrea e Olga, due fidanzati provenienti dalla Francia, hanno preso parte oggi pomeriggio, nella basilica di San Valentino, alla tradizionale Festa della promessa, dedicata ai futuri sposi che entro l’anno diranno “sì”.

Oltre 40 in totale le coppie che, davanti all’urna con le spoglie del patrono di Terni e degli innamorati, hanno pronunciato la promessa d’amore, la maggior parte del territorio, ma alcune giunte anche da Roma, Anzio, Pisa, Avellino, dalle Marche e dall’Abruzzo, oltre che da Parigi, appunto.

“Sono due anni che stiamo insieme – ha spiegato all’ANSA Andrea, di origine ternana -, quando abbiamo scoperto all’ultimo secondo che qui avevano organizzato le cose in grande, per dare la benedizione alle coppie per San Valentino, abbiamo approfittato.

E’ anche un’occasione per far conoscere ad Olga, che è russa, le tradizioni che ci sono qui”. “Sono molto contenta – ha aggiunto la futura sposa – e penso che questa sia un’occasione molto rara e importante di avere la benedizione e di costruire la nostra vita insieme su una buona base”. Le coppie, dopo essersi radunate sul sagrato, sono entrate in corteo in chiesa, dove sono state accolte da un “vero” San Valentino – un attore che ha impersonato il santo -, che ha donato una rosa a tutte le future spose. Ad officiare la celebrazione è stato il vescovo di Terni, monsignor Francesco Antonio Soddu.

“San Valentino, contrariamente a quanto purtroppo molto spesso vien veicolato dal senso comune – ha detto il presule durante la sua omelia -, non è il santo dei cuoricini, che oggi ci sono e domani, imbattendosi sulla cruda realtà dei fatti, rischiano di annegare soffocati entro le sabbie mobili del pantano di una vita non adeguatamente condotta e spesa all’insegna dell’amore vero. Non è neanche San Valentino una sorta di pretesto buono e santo per portare avanti una serie di marketing giustificati e a buon mercato. Noi ternani lo sappiamo molto bene, San Valentino è molto di più. E ci dispiace e ci addolora – ha aggiunto – quando il nome del nostro santo Patrono viene strumentalizzato unicamente per fini commerciali”. (ANSA).

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