Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 4 marzo presso la sala dei Notari di palazzo dei Priori l’incontro, organizzato dal Comune di Perugia, assessorato alle politiche giovanili e scolastiche, dedicato a tutti i caregiver dell’adolescente, dal titolo: “Adolescenza: bisogno di fatti oltre che di parole”.
Ne hanno parlato alcuni tecnici ed esperti della materia: il vice sindaco di Perugia ed assessore alle politiche giovanili Gianluca Tuteri, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, il pedagogista e presidente del centro internazionale Montessori Luciano Mazzetti. Saluti iniziali dell’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nonché presidente della Conferenza episcopale italiana Cardinale Mons. Gualtiero Bassetti. Ha moderato la giornalista Francesca Duranti. Presenti, tra gli altri, il sindaco Andrea Romizi, gli assessori Luca Merli, Margherita Scoccia, Edi Cicchi, Leonardo Varasano, il presidente Nilo Arcudi, il prefetto Armando Gradone, il procuratore Sergio Sottani. 
I caregiver sono tutti coloro che si prendono cura, in diverso modo, dell’adolescente: genitori, scuola e istituzioni, sanitarie e politiche. A tutti questi soggetti si richiede un rinnovato impegno, in termini di sostegno dei giovani, per far fronte a quella che appare come una crisi dirompente, fortemente aggravata dalla pandemia. Fragilità psicologiche, cui l’adolescente è esposto naturalmente nella sua fase di sviluppo, si fondono oggi con altri fattori negativi come le incertezze, le contraddizioni, la povertà materiale e culturale, il disinteresse, la mancanza di attenzione e investimento della società. Non è un caso se il suicidio è diventata la prima causa di morte per questa fascia di età che registra, in maniera sempre più crescente e preoccupante, fenomeni come il disagio mentale, la depressione e altre psicopatologie, l’abuso di sostanze, la dipendenza da internet, l’abbandono scolastico. Emergenze di fronte alle quali la società non si è dimostrata preparata finora, ma che richiedono, invece, risposte pronte e concrete.
Ad aprire i lavori è stato il Cardinale Gualtiero Bassetti, dettosi felice di partecipare all’evento avendo dedicato tanta parte della sua vita pastorale all’educazione dei giovani.
“Credo molto in questo dibattito – ha spiegato – perché i nostri ragazzi hanno bisogno di risposte essendo stati i più penalizzati dal lungo periodo di pandemia che ne ha limitato la socialità”. C’è un modo, secondo Bassetti, per cui è possibile curare ogni male: recuperare il rapporto coi giovani, dando spazio al dialogo ed all’ascolto. Ciò è fondamentale perché i giovani, come le rondini, volano verso il futuro, ma hanno bisogno in questo percorso di essere sostenuti: gli adolescenti, infatti, sono libertà in costruzione.
In collegamento video è intervenuto anche l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto per ricordare che in Umbria è in atto una complessiva riorganizzazione dei servizi, partendo da quello di neuropsichiatria su cui si sta lavorando insieme al vice sindaco Tuteri.
Coletto ha posto l’accento sull’importanza del tema in discussione, utile per individuare strategie per andare incontro alle rinnovate esigenze dei giovani, moltiplicatesi a causa della pandemia. Il disagio è cresciuto e si è amplificato ed occorre quindi fornire risposte concrete a ragazzi e famiglie In questo contesto, secondo Coletto, assumono un ruolo chiave i pediatri di libera scelta ed i medici di medicina generale che, insieme ai servizi ed alle istituzioni, devono costruire una rete di sostegno. “Gli adolescenti – ha concluso – hanno dei diritti fondamentale: crescere, essere ascoltati, essere aiutati, perché sono il nostro futuro”.
A fornire un quadro della situazione attuale è stato il vice sindaco ed assessore alle politiche giovanili del Comune di Perugia Gianluca Tuteri, anche nel suo ruolo di medico-pediatra.
Tuteri ha confermato l’importanza, per lo sviluppo del bambino, della fase 0-3 anni, quella – ha detto – in cui occorre nutrire la mente. Gli stimoli ricevuti dal bambino in questo momento, infatti, consentono al suo cervello di svilupparsi in maniera adeguata, con le esperienze che diventano prassi. Il concetto di benessere, spiega il vice sindaco, valido per tutti, ma soprattutto per gli adolescenti, si compone di due elementi interconnessi tra loro: stato fisico e stato psicologico fatto di tanti stimoli, purché siano buoni.
“In questo contesto la società rappresenta la principale insidia per il funzionamento psico-fisico dell’adolescente ma al contempo è anche l’unica componente che può e deve porvi rimedio. Perché questo accada occorre che la società metta tra le sue priorità, davvero e fin da subito, la salute dei ragazzi”.
Dopo aver illustrato i dati, Tuteri ha evidenziato che: “a fronte di ciò ai caregiver è richiesto un rinnovato impegno ed un’attenzione crescente, partendo dalle famiglie che devono prestare attenzione a segnali come il calo del rendimento scolastico, le assenze, l’isolamento, l’abbandono dello sport, l’aumento del peso, i malesseri, i disturbi della condotta.
Per dare un contributo il Comune di Perugia ha varato vari progetti: tra questi l’“ottavo segno”, che consiste nella somministrazione ai ragazzi delle scuole secondarie di un questionario per misurare il funzionamento psicologico e, quindi, favorire la presa in carico dei soggetti positivi”.
Altri progetti in corso sono: lo strains-Ad (finanziato dal Ministero degli Interni) per la prevenzione ed il contrasto degli incidenti stradali; il progetto per la prevenzione sull’uso di droghe ed alcol (informativa, sensibilizzazione, miglioramento delle condizioni di salute); il progetto contro il bullismo che prevede la possibilità di denunciare in forma anonima utilizzando la piattaforma whatsapp, il “tik-tok house” (con fondi regionali) contro il cyberbullismo che consiste nella creazione di una “content house” a Perugia per valorizzare e promuovere le aziende, i prodotti e servizi del territorio attraverso i nuovi linguaggi della comunicazione. Dunque un luogo protetto ma accessibile per sviluppare creatività e favorire coesione e socializzazione.
Ed ancora: in collaborazione col Post, piazza del Melo diventa palazzo della musica, luogo d’incontro e di aggregazione per coltivare buone prassi. Con la Usl, invece, sono previsti spazi gratuiti dedicati all’ascolto (psicologa) ed alla sessualità (ginecologa). 
Il sostegno alle famiglie arriva poi dal progetto del Comune “baby newsletter”, varato recentemente, che prevede l’invio ai neo-genitori di otto lettere informative a cadenza periodica con tutte le informazioni utili per accompagnarli nella crescita del bambino.
Altro progetto è quello denominato “la nascita colora la vita” (con fondi regionali), ossia un percorso che accompagna la famiglia, connettendo servizi sanitari e sociali, dal sesto mese di gravidanza ai primi anni di vita del bambino.
E’ in corso infine la riorganizzazione ed implementazione della rete dei servizi territoriali per ciò che riguarda il reparto di neuropsichiatria infantile regionale.
“La salute e il benessere dell’adolescente – ha concluso il vice sindaco – sono le condizioni necessarie perché il mondo abbia un futuro sostenibile. L’adolescenza, è la fase della vita più ricca di energia positiva, di generosità, di ideazione: una opportunità che va coltivata e protetta per garantire lo sviluppo dell’individuo, della società e dell’intero pianeta. Ecco perché, a fronte della gravità del disagio giovanile, dobbiamo lavorare in rete per fornire risposte concrete ai bisogni dei nostri ragazzi. Come? Vigilando con più attenzione e stimolando gli enti preposti a fornire una tutela più adeguata”.
Infine le proposte operative: rafforzare i Servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza; realizzare un reparto ospedaliero per giovani acuti neuropsichiatrici; potenziare di molto l’azione preventiva e di diagnosi precoce negli ambulatori e nel pronto soccorso; sviluppare l’integrazione e le connessioni tra i Servizi sanitari, la scuola e i Servizi sociali.
E’ auspicabile un rinnovamento del sistema di governance non più a compartimenti separati (sanitario, sociale, educativo) ma gestito unitariamente attraverso un’agenzia unica di servizi per i giovani. L’utilizzo delle risorse destinate al benessere dell’infanzia e dell’adolescenza dovrebbe essere guidato da alcuni principi definiti di concerto tra varie figure professionali favorendo, in ogni realtà locale, un collante di ruoli e responsabilità che deve rispondere a una visione fatta di concretezza e progettazione.
A concludere i lavori è stato il prof. Luciano Mazzetti pedagogista e presidente del centro internazionale Montessori che ha spiegato come il tempo dell’infanzia e dell’adolescenza possa variare nella sua durata a seconda del periodo storico e delle evoluzioni culturali della società e dell’ambiente che circondano i ragazzi condizionandoli. Pur variando, tuttavia, le stagioni dell’infanzia e dell’adolescenza hanno caratteristiche peculiari: è qui che c’è lo sviluppo, è in questi momenti che cresce la socialità. 
Tutte le stagioni, secondo Mazzetti, possono essere vissute bene se tutte quelle precedenti sono state vissute altrettanto bene: troppe volte l’esperienza ci dice che il disagio, mai emerso in precedenza, si registra solo dopo un certo tempo, ma è frutto delle carenze accumulate nell’infanzia o nell’adolescenza. Chi si trova in stato di disagio può reagire in due modi sostanzialmente, attaccando (bullismo) o richiudendosi in sé ed isolandosi. Ecco perché il compito delle istituzioni, delle famiglie e della rete in generale è fondamentale durante la fase della crescita dei giovani perché si deve far sì che i ragazzi possano sfruttare e valorizzare tutte quelle potenzialità che sono propreo di un’età e che dopo non torneranno più.

Adolescenza: i dati del disagio

E’ stato lo stesso Tuteri a fornire i dati, preoccupanti, della situazione del disagio adolescenziale
La percentuale dei giovani che soffriva, molto prima del covid, di depressione si attestava nell’ordine del 2,6%, mentre i soggetti ansiosi salivano al 6,5%; oggi il dato sale, rispettivamente, al 23,8% e 19%.
La platea degli adolescenti in difficoltà, dunque, cresce a causa degli errori commessi da una società che mostra, con la sua comunicazione sbagliata, sempre più opportunità per farsi del male. Un grido d’allarme che la scienza ha lanciato da tempo, ma che è rimasto inascoltato.
La fotografia degli adolescenti oggi in Italia è impietosa: solo il 10% pratica attività fisica, il 16,6% (tra 11 e 15 anni) è in sovrappeso, il 3,2% addirittura obeso, il 33% dorme meno di sette ore, il 7% dei maturandi ha una preparazione inferiore alla terza media.
Il difficile rapporto con la società ed i caregiver, di conseguenza, si aggrava: solo il 70% si confronta con i genitori, il 60% con gli amici, il 50% dichiara che gli insegnanti sono interessati a loro come persone. Conseguenza di tutto questo sono i crescenti fenomeni di bullismo e cyberbullismo, che hanno un’incidenza pari al 19% e determinano, nelle vittime, disordine mentale ed abuso di sostanze.
Le difficoltà spingono i giovani verso l’eccessivo utilizzo di videogiochi, computer ed internet (media italiana di 4 ore contro le 2 consigliate), in cui si rifugiano per sfuggire alla realtà: si socializza sempre meno di persona, visto che l’86,9% delle ragazze di 13 anni dichiara di preferire l’interazione online.
Ancora numeri: il 21,8% dei 15enni dichiara di aver già avuto rapporti sessuali completi (sono 16milioni nel mondo le gravidanze all’anno nell’età 15-19, un milione sotto i 15, 3milioni gli aborti), il 43% dei maschi ed il 37% delle femmine ha abusato di alcol nel corso dell’anno, il 25% ha avuto esperienze di gioco d’azzardo, 1 su 5 a tredici anni fuma; il 10% pratica l’autolesionismo, fenomeno che aumenta le possibilità del suicidio di 10 volte e del 50% l’uso di droghe.
Sulla droga il dato schizza: il 27% dei giovani tra 15 e 34 anni ha assunto droghe e più della metà sono minorenni. La cannabis non fa eccezione in termini di danni perché il suo uso persistente è associato con un significativo declino delle capacità cognitive, provoca alla lunga danni e conseguenze negative: insuccessi scolastici, dipendenza, utilizzo di altre droghe.
La crisi, dovuta ai fattori descritti, sfocia in tanti e diversi fenomeni: incidenti stradali certamente, ma soprattutto suicidi che si contano nel mondo nella fascia 10-19 anni in ragione di 46mila l’anno, uno ogni 42 minuti. Le cause: frustrazione accademica (27%), bullismo (22%), lutto (28%), problemi di famiglia o salute (35%), emarginazione (25%), abusi di alcol o droghe (25-30%).
Pur con questi numeri, ancora oggi la valutazione del funzionamento psicologico dell’adolescente non rientra nella pratica abitudinaria per il 90% dei medici e gli elevati casi di disturbo psichiatrico, quindi, non vengono in larga parte rilevati.
Drammatico il dato sulla crescita del fenomeno: dal 2015 al 2021 il numero degli adolescenti con problemi psichiatrici schizza al +198%; il numero delle visite correlate a tentativi di suicidio nel 2021 è del +250%. Di questi solo il 16% viene preso in carico dei servizi, con tempi di attesa per la prima visita di 8-12 mesi.
Salgono le assenze scolastiche, cala il rendimento, aumentano gli abbandoni (+15%).

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